

Europa: “prima ridurre il calore, poi raffrescare”
La piattaforma europea ManagEnergy ha pubblicato un approfondimento molto chiaro sulla futura strategia di raffrescamento degli edifici: design first, technology second.
La priorità indicata è intervenire sull'involucro attraverso solar shading, finestre efficienti, isolamento e ventilazione notturna, riducendo il calore prima che entri nell'edificio; solo dopo si interviene con sistemi attivi di raffrescamento. L'attenzione è particolarmente forte sulle città dell'Europa meridionale.
Perché è importante per le pellicole: è quasi esattamente il posizionamento che dovrebbe assumere il solar-control film: non “alternativa all'aria condizionata”, ma primo livello di intervento sull'involucro trasparente per ridurre il cooling load.


Arriva una specifica tecnica europea per progettare il raffrescamento passivo
È in arrivo la nuova FprCEN/TS 18335:2026 – Ventilative cooling systems – Design, con pubblicazione prevista nel primo trimestre 2027.
Il dato interessante emerso dall'analisi europea è che soltanto 19 paesi considerati impongono qualche forma di solar shading sulle finestre, mentre pochissimi codici edilizi affrontano esplicitamente la resilienza all'overheating


🔥 Il clima diventa anche un tema di finanziamento europeo
La Spagna ha chiesto all'UE di introdurre un Climate Adaptation Fund e obiettivi vincolanti di adattamento climatico. La proposta nasce dall'aumento di ondate di calore, incendi, siccità e danni economici: secondo i dati citati dalla Spagna, le perdite climatiche nell'UE dal 1980 hanno raggiunto circa 822 miliardi di euro.


La tedesca Sionic sta preparando ClimaVision adaptive, un vetro isolante che contiene una pellicola PET termicamente adattiva. Con l'aumento della temperatura la pellicola cambia autonomamente le proprietà ottiche e solari, senza motori, cablaggi o sistemi di controllo.
I dati di laboratorio dichiarati per la versione CA-80 sono notevoli:
a 0 °C: Tvis 80%, g-value 0,72
a 80 °C: Tvis 13%, g-value 0,20
riduzione dichiarata dell'energia solare in ingresso: circa 72%
film: PET coated, spessore circa 500 μm
Sono dati del produttore, quindi andranno verificati su installazioni reali.
Perché è importantissimo: il concetto non è più una pellicola con prestazione solare fissa. È un film che modifica la prestazione del vetro in base alla temperatura.
Una pellicola termoadattiva dentro la vetrocamera: g-value da 0,72 a 0,20


Sionic sta preparando anche ClimaVision smart, nel quale una pellicola di controllo solare viene integrata nella vetrocamera e può cambiare trasmissione luminosa e guadagno solare in maniera controllata.
Può essere collegata a building management system e app, trasformando quindi il vetro in un componente dinamico dell'edificio.
Perché è interessante: oggi il window film viene normalmente considerato un elemento passivo. Questa tecnologia porta invece verso una facciata nella quale il film diventa un dispositivo controllabile, potenzialmente coordinato con temperatura, irraggiamento, HVAC e occupazione.
Questa, secondo me, è una direzione da monitorare con molta attenzione.
Anche il solar-control film diventa comandabile dal BMS
Il g-value sta entrando sempre più nelle normative nazionali


Glass for Europe ha avviato una serie di approfondimenti per confrontare come il solar factor / g-value viene trattato dalle normative di diversi paesi, tra cui Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Regno Unito e Turchia.
Il messaggio è importante: per decenni l'efficienza delle finestre europee è stata dominata dal tema dell'isolamento invernale. Con ondate di calore più frequenti diventa altrettanto importante controllare quanta energia solare attraversa il vetro.
Alcuni paesi fissano limiti al solar factor in funzione di clima e orientamento; altri richiedono verifiche prestazionali dell'overheating.
Per il window film: questo può diventare un enorme argomento commerciale. Il retrofit potrebbe essere venduto sempre meno tramite “IR rejection” e sempre più tramite modifica misurabile del comportamento energetico della vetrata.


Una ricerca europea recente di gruppi in Spagna e Francia ha studiato coating sottili di VO₂ drogato con niobio su vetro soda-lime e borosilicato.
Il VO₂ è uno dei materiali più interessanti nello smart glazing perché può modificare le proprie proprietà ottiche con la temperatura. Lo studio mostra però anche qualcosa di molto utile dal punto di vista industriale: substrato, diffusione del sodio, drogaggio e trattamento termico possono cambiare sensibilmente le prestazioni termocromiche.
Perché interessa il mondo delle pellicole: la prossima generazione di solar-control film probabilmente sarà sempre meno basata solo su “metallo vs ceramica” e sempre più su nanomateriali funzionali capaci di rispondere all'ambiente.
Smart glass: VO₂ drogato con niobio per modificare automaticamente l'infrarosso
Glass Energy Institute
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Fisica dell'involucro edilizio - Retrofit energetico
